lunedì 8 novembre 2021

Da una suggestione di Maurizio Gioco


 DIALOGO DELLA MORTE E DEL GIOVANE MASCHERATO

Liberamente tratto da Giulio Cesare Croce

 

Morte: mi scusi signore, per quale ragione se ne va in giro così conciato?

Giovane: diamoci del tu. Perché mi fai questa domanda?

M: quell’abito ti fa deforme, anzi un mostro! Vestirsi così, ti fa passare per uno stupido sciocco. E poi perché nascondere la tua faccia che è così bella sotto quel trucco degradante? Dimmi perché?

Giovane: io mi trasformo d’abito e di viso perché è il tempo giusto per lo spasso, le feste e il riso. Così mi tolgo ogni piacere: mangio, bevo, ballo e mi diverto senza esser riconosciuto dalla gente.

M: misero infelice, e hai bisogno di una faccia finta per procacciarti di questi piaceri? L’anima tua così si perde e si dissolve.

G: avresti ragione se il Carnevale durasse in eterno, ma in un soffio scompare. Quando morirò, ci penserò all’anima mia, intanto mi godo la gioia di questo tempo soddisfacendo ogni appetito, visto che è concesso.

M: dunque è per toglierti ogni sfizio, senza essere riconosciuto, che ti mascheri e nascondi il tuo bel volto?

G: col chitarrino vado a zonzo e canto. Con la mia donna mangio, bevo e me la spasso. Se non fossi mascherato, tutto ciò non sarebbe permesso. È Carnevale, come tu sai.

M: pazzo, tu non capisci il rischio che corri.

G: so che rischio di lasciar passare il tempo senza aver goduto. E domani è già Quaresima.

M: ma la tua anima la stai perdendo ora, non domani o doman l’altro.

G: senti un po’, tu chi sei per farmi discorsi in tal maniera, inoltre sei pure tu mascherata, con quegli occhi spiritati, quel costume tenebroso e quella falce in mano? Chi sei, una vecchia e petulante mietitrice?

M: hai detto bene, son mietitrice: recido il legame che alla vita ti unisce. Io son la Morte.

G: tu sei la Morte? È vero, solo adesso riconosco quel tuo mascheramento.

M: io son colei che tutti atterra, non vi è re o amministratore delegato che resista alla mia falce. Io son estirpatrice del seme umano.

G: ora vedo il pericolo in cui mi trovo: sono al cospetto della Morte! Hai ragione di questi abiti sciocchi e del mio trucco mi vergogno. Nulla sono in confronto al tuo. Tu sei la Morte: mantello nero, cappuccio e falce. Come ho fatto a non riconoscerti subito? Bel costume davvero! Scusa, ora torno ai miei piaceri (fa per andarsene).

M: dove stai andando?

G: torno alla festa.

M: non hai capito, io sono la Morte, devi venire con me.

G: ho capito tu sei la Morte, sei molto carina ma io sto già con Pamela.

M: e chi è Pamela?

G: la vedi quella ragazza laggiù?

M: l’hamburger con le gambe?

G: è lei! Ma ti assicuro che sotto quel costume da hamburger, c’è un corpo da impazzire. Senza offesa, anche tu non sei male, ma Pamela…

M: sì ma io sono la Morte.

G: e lei è Pamela! (Fa per andare ma la Morte lo blocca).

M: devi venire con me.

G: senti Morte, questo gioco sta durando troppo a lungo, se vuoi ci possiamo scambiare il numero di telefono…

M: io non ho il telefono.

G: sei all’antica! Va bene, lasciamo fare al caso. Un giorno il destino ci farà rincontrare. A presto (la Morte lo blocca di nuovo).

M: devi venire con me, ora!

G: ragioniamo, domani Pamela parte e questa notte voglio passarla con lei, è la mia sola e unica occasione! Vado, nulla mi può trattenere (la Morte lo blocca ancora).

M: stolto, il tuo destino è segnato, tu verrai via con me che tu lo voglia o no.

G: guarda! Pamela se ne sta andando con quel cretino vestito da melanzana. Capisci che non avrò mai più un’occasione del genere? È una vita che aspetto una donna così. Ti prego lasciami andare. Ti prometto che ci rincontreremo e continueremo questo gioco della Morte e del morituro. Ma ora lasciami andare.

Morte scuote la testa trattenendolo ancora.

G: dai, è Carnevale, potresti trasgredire anche tu che sei la Morte per una volta.

M: (riflettendo) hai ragione, perché solo io non posso trasgredire. E va bene… io non posso decidere di lasciarti in vita però ti posso concedere una possibilità per oggi: ce la giochiamo a testa o croce. Hai una monetina?

G: sì, eccola. Ma sbrighiamoci! Guarda: la melanzana si sta già abbracciando con Pamela, che rabbia! Io testa. Lancio (e lancia la moneta in aria).

Morte raccoglie la moneta e annuncia: accidenti, è testa.

G: lo so (si riprende la moneta).

M: come facevi a saperlo?

G: è Carnevale, tesoro. La moneta è falsa: ha due teste! Ci vediamo domani se vuoi, qui al parco. (Correndo via) Melanzana a noi due ora.

M: (fra sé) e io sarò qui ad aspettarti, tesoro.

FINE


lunedì 31 agosto 2020

Lo spazzacamino per Il Castello Incantato 2020

 

LO SPAZZACAMINO

E LA CAROTA MAGICA



A richiesta del pubblico torna coi suoi mondi burattineschi poetici e delicati: sabato 5 settembre in piazza San Francesco a Locarno dalle ore 15.30.


Nino lo spazzacamino, vorrebbe starsene tranquillo, senza grattacapi e condurre la propria vita già abbastanza complicata, senza altri guai; ma sarà chiamato a cercare nel profondo di sé quel coraggio che gli permetterà di vincere con l’astuzia, un re cattivo che teneva prigioniera una principessa. Il lavoro dello spazzacamino in epoca passata riguardava molti bambini provenienti dalle valli più povere dell’arco alpino. Una farsa classica del teatro dei burattini.